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Diario di viaggio - Cracovia

Di Gianluca Largiu


Solitamente decidiamo di evitare i viaggi ad agosto per i troppi turisti, per i prezzi maggiori e per il clima troppo caldo non adatto a girare le città, ma nel 2014 capitò che l’unico periodo libero per me e la mia compagna di viaggio fosse quello di ferragosto, dunque la mia missione era di trovare  un posto a prezzi bassi e un clima adatto a visitare la città a tutte le ore. A giugno inizio le ricerche e dopo poco decido che la meta sarebbe stata Cracovia. A luglio trovo volo A/R da Cagliari a Cracovia a 88 euro a persona, un prezzo abbordabile,  che ammortizzeremo con l’alloggio, trovo infatti a 10€ a notte per persona un ampio monolocale molto elegante, con cucina e bagno, nei pressi della piazza Rynek Glowny, in pieno centro città. In definitiva con 148€ a persona abbiamo un centralissimo appartamento e volo dal 13-19 agosto, non male.

Quello che segue vuole essere una sorta di itinerario che potreste seguire durante il vostro viaggio o semplicemente una lettura per darvi l'idea di come potrebbe essere visitare Cracovia! Lo chiamiamo diario di viaggio di Cracovia perché è il racconto della nostra esperienza. 

diario di viaggio Cracovia
Aeroporto Cracovia Balice Jana Paula II

Giorno 1

Il 13 agosto alle 15:30 partiamo dall'aeroporto di Cagliari-Elmas con un volo Ryanair diretto a Cracovia-Balice. Arriviamo alle 18:00 e subito preleviamo una piccola cifra in zloty. Usciti dall'aeroporto, a 50 metri esattamente di fronte a noi c’è la fermata dei bus, fatti i biglietti presso le macchinette alla fermata (ci facciamo cambiare i soldi da un bar per avere monete), saliamo e in venti minuti circa veniamo lasciati alla stazione centrale di Cracovia. La stazione è molto grande ed è unita a un grandissimo centro commerciale, la Galeria Krakowska, entriamo e seguendo le indicazioni  per la Stare Miasto (città vecchia), finiamo in una grande piazza (plac Jana Nowaka Jeziorańskiego), poco dopo arriviamo facilmente a destinazione. Riconosciamo subito il centro storico grazie alla presenza del Barbican, da qui ci inoltriamo nella famosa via Florianska dove facciamo il check-in per l’hotel. Una gentile ragazza ci accompagna a piedi all'appartamento che si trova a 10 metri dalla piazza del mercato in via Slawkowska. L’appartamento è bellissimo, cucina moderna e attrezzata, lavatrice, aria condizionata, soggiorno, tv, un bel bagno e pulizia ottima, insomma un vero affare.

Tra rinfrescarsi e sistemarsi un attimo si fanno le 19.00 ma siamo talmente vogliosi di vedere la città che ci precipitiamo fuori, due passi e siamo nella gigantesca piazza Rynek Glowny, una delle piazze più grandi d’Europa, subito ci imbattiamo nelle piacevolissime bancarelle di cibo e nell'antico mercato dei tessuti che al suo interno ospita venditori di oggetti in legno e tipicità polacche, il souvenir più tipico della città è l'ambra, si trova ovunque, in forma di gioielli o grezza, ma noi non ci buttiamo subito nelle compere perché il mercato dei tessuti è famoso per essere  più caro del resto dei posti.

Piazza Rynek Glowny
Piazza Rynek Glowny

Sono le 20:00 passate e, sarà il viaggio o sarà l’eccitazione di essere in questa bella città che ci viene un’immensa fame, così ci dirigiamo nella via del nostro appartamento (Slawkowska) dove mangiamo al Goscinna Chata (ul. Slawkowska 10), ristorante che avevo segnato tra i migliori di cucina rurale polacca. I menù sono presenti anche in inglese, optiamo per un misto di antipasti tradizionali e due zuppe, ci portano un vassoio con tantissimi affettati di alta qualità, molto diversi dai nostri ma buonissimi, successivamente formaggi creme e dei crostini veramente ottimi. Siamo praticamente già pieni viste le abbondanti portate e una cucina più pesante rispetto a quella italiana, ma subito dopo aver finito gli antipasti, le cameriere portano le caratteristiche Zurek, servite dentro un grande pane. A stento riusciamo a finire tutto e iniziamo a chiederci quanto salato sarà il conto, visto la bontà del cibo, la quantità e il servizio ottimo. Rimaniamo invece increduli quando riceviamo un conto di soli 6€ a testa, così increduli che chiediamo alla bella e gentile cameriera se c’è stato un errore ma lei con un sorriso ci conferma che il prezzo è giusto. Tra l’altro, il ristorante ci colpisce positivamente anche per l’ambientazione, il locale è fatto tutto in legno e pietra e il personale è in abito tradizionale. Strapieni, usciamo e ci facciamo un giro verso il Barbican che avevamo visto al nostro arrivo di sfuggita. È una costruzione medievale ben tenuta, a tal punto che ci stavano girando un film con tanto di cavalieri spade e fiaccole. Osserviamo la scena per un po’, sono le 22.00 ci dirigiamo verso l’appartamento per una doccia rilassante, sistemare le valigie e andare a letto presto per essere rigenerati la mattina successiva.

Giorno2

Ci alziamo di buon’ora perché oggi visiteremo la miniera di sale di Wieliczka, raggiungibile con il bus urbano 304, che si prende in prossimità della stazione centrale. Nella strada che ci porta al bus decidiamo di comprare brezel, obwarzanki, dell’ottimo formaggio affumicato Oscypek, e due dolci,  i Paczek (se non sai cosa sono tutte queste cose vai nella sezione della nostra guida Dove e cosa mangiare),  praticamente delle bombe con crema o marmellata all'interno e con sopra zucchero a velo o cioccolato. Saliamo sul bus in ul. Kurniki e  dopo venti minuti arriviamo alla fermata Wieliczka Kopalnia Soli. Seguiamo le indicazioni e ci dirigiamo verso la biglietteria. La visita (come è ovvio per le miniere) è obbligatoriamente guidata, quella in italiano è presente solo in tre orari, facciamo i biglietti giusto in tempo per aggregarci al gruppo italiano ed iniziamo la discesa che arriverà fino a 150 metri di profondità. La visita è molto interessante e la guida spiega benissimo ogni dettaglio, il percorso dura 3 ore circa e restiamo incantati a osservare questo luogo a momenti magico e fiabesco, fra grandi laghi, sculture e la cattedrale scolpita nel sale (dal pavimento all'altare, dalle statua ai lampadari, tutto è fatto di sale). Le tre ore volano e visto che non è la prima miniera che visitiamo ci sentiamo di dire che questa di Wieliczka è una delle più belle d’Europa, assolutamente da visitare. 

Diario di viaggio Cracovia
Basilica di Santa Maria

Soddisfatti, torniamo alla fermata del pullman e percorriamo in senso opposto la strada che avevamo fatto all'andata arrivando in prossimità della stazione centrale, ci inoltriamo subito nel Planty, parco verde circolare che circonda la Stare Miasto, dove un tempo erano presenti le mura di protezione, ci sediamo in una panchina sotto gli alberi e mangiamo le specialità che la mattina avevamo comprato. Sono le 13 circa, ci dirigiamo verso il centro storico e notiamo che nella piazza del mercato (la piazza principale della città) squadre di operai montano un grande palco e decine di bancarelle. Scopriamo così che l’indomani  inizierà la festa dei Pierogi, delle specie di ravioli accompagnati spesso da panna acida e ripieni di vari ingredienti. Proseguiamo la  passeggiata dirigendoci verso la chiesa di Santa Maria, la visitiamo e ci piace, specialmente per i suoi colori accesi, ma chi ha visto le chiese romane, toscane o parigine (per fare qualche esempio) non ne rimarrà particolarmente colpito.

Molto più interessante è stata invece la visita al museo della farmacia in via Florianska, una delle vie dello shopping presso il centro storico. Il museo si sviluppa in 4 piani e racconta l’evoluzione della farmacia, fra arredamento d’epoca, rimedi particolari come cavallette in polvere e sanguisughe, erbe medicinali e riproduzioni di studi medici datati. Restiamo colpiti per i dettagli di questo museo e affascinati da ogni cosa che incontriamo in questi quattro piani. Il museo è costato poco più di 2€ ed è stato una vera sorpresa. Usciti, iniziamo a girare per la città vecchia, presso l’unica parte dove sono ancora presenti le antiche mura di protezione, precisamente in via Florianska (via del museo appena visto), vicino al Barbican, qui si trovano esposti centinaia di quadri che rendono questo angolo pieno di colori e  decisamente caratteristico, quasi un’attrazione. Di tanto in tanto ci entriamo in qualche negozio turistico per iniziare a comprare qualche ricordino e ci fermiamo a guardare alcuni artisti di strada che incontriamo. Il tempo passa in fretta  e arriva l’ora di cena, allora decidiamo di andare verso il famoso ristorante U babci maliny (ul.Szpitalna 38), mangiamo stinco di maiale arrosto con patate, della pancetta affumicata con l'oscypek sciolto e verdure grigliate, tutto ottimo, un po’ più caro della media ma comunque un buon prezzo per gli standard italiani. Il locale è molto carino e caratteristico, sembra quasi una baita di montagna. Usciti ci dirigiamo direttamente al nostro alloggio per riposarci.

Giorno 3

Il nostro terzo giorno lo dedichiamo alla collina di Wawel, ci dirigiamo verso ul. Grodzka, una via che collega il castello alla piazza del mercato. Sono le 9 e decidiamo di fermarci  per fare colazione nel rinomato Cupcake Corner Bakery (ul. Grodzka 48), un posto molto carino e di qualità dove sorseggiare a buon prezzo caffè e gustare cupcakes preparati con ingredienti biologici. Alla fine della via arriviamo di fronte a una salita che porta a uno degli ingressi del castello, lì si trova la biglietteria dove in estate si crea una grande fila. Arrivato il nostro turno acquistiamo i biglietti, le visite che si possono fare all'interno del castello sono tante, noi decidiamo di vedere le sale reali, la Dama con l’ermellino (che ora si trova presso il Museo Nazionale, se seguite questo diario di viaggio potete vederla il sesto giorno di ritorno da Kazimierz), la grotta del drago e la Cattedrale. Il castello non ci colpisce particolarmente, invece ci affascina La Dama con l’ermellino che abbiamo trovato più bello rispetto all'altro famoso quadro di Leonardo Da Vinci "La Gioconda". Dopo queste visite e una sosta nei giardini del castello, sono le 12.30 e usciamo momentaneamente dalle mura per dirigerci poco lontano, al ristorante Pod Wawelem (Ul. Św Gertrudy 26-29).

Avevo letto ottime recensioni su questo ristorante ed infatti è stato tutto confermato. Avvicinandoci notiamo subito che il locale è molto carino, con una terrazza sotto gli alberi molto suggestiva, entriamo e capiamo subito che oltre ad essere un bel locale, il senso dell'umorismo non manca, all'ingresso si trova una grande bilancia dove pesarsi dopo aver mangiato, mentre in bagno ogni water riporta un tipo di bevanda, c'è un water per chi beve birra, uno per chi beve vodka e così via. Noi ordiniamo un piatto unico per due che consiste in un enorme vassoio in legno più lungo del tavolo che ospita un grande spiedo con buonissimo maiale cotto alla brace, patate arrosto con spezie,patate fritte, verdure cotte, crude e 4 salse, ordiniamo pure due birre polacche che sono discrete ma nulla di che, il cibo invece è buonissimo e decisamente abbondante, il costo totale del pranzo è di soli 8€ a testa.  Alla fine del pasto il locale ci offre gentilmente due bicchierini di vodka alla frutta. 

Ripromettendoci di tornare in questo ristorante, ci dirigiamo verso l'uscita ma prima facciamo una sosta per pesarci sull'enorme bilancia. Ci riposiamo un po’ nelle panchine sotto gli alberi di fronte al ristorante, prima di continuare la visita nella vicina collina di Wawel, dobbiamo ancora visitare la grotta del drago e la cattedrale. Rientriamo tra le mura e ci dirigiamo verso la cattedrale, molto bella, soprattutto per la visita al campanile dove si trova un’enorme campana, la più grande della Polonia e da cui si può ammirare un  bellissimo panorama. Uscendo notiamo una statua di Giovanni Paolo II, che come sapete se avete letto la nostra guida, è originario di questa zona. Poco distante vediamo l'ingresso per la grotta del drago, è molto carina, ma non aspettatevi km di grotta o  enormi stanze. All'uscita troviamo di fronte a noi il fiume Vistola e fuori dalle mura del castello una grande statua raffigurante il drago che di tanto in tanto sputa fuoco per pochi secondi. Facciamo una bella passeggiata lungo il fiume tra le bancarelle di souvenir e la visione piacevole della città bagnata dall'acqua del fiume. 

Sono le 17:00, un po’ stanchi di vedere musei, decidiamo di fare  un bel giro per negozi nella via che collega la collina di Wawel alla piazza del mercato (ul. Grodzka), qua facciamo tutte le nostre compere di souvenir e regali. Fra un negozio e l’altro arriviamo alla piazza del Mercato (Rynek Glowny), ci spostiamo in via Slawkowska, dove facciamo un po’ di spesa per la cena con pietanze tipiche, formaggi salumi e pierogi, compriamo pure qualche bottiglietta da 100ml di vodka zubrowska conosciuta per un filo d’erba al suo interno che l’aromatizza, qualcuna la porteremo come souvenir. Sono le otto e torniamo a casa per cucinare le pietanze tipiche che abbiamo preso e ci rinfreschiamo un poco per prepararci alla serata nel club sotto casa il Carpe Diem. Alle 23.00 scendiamo, ci facciamo una passeggiata in via Florianska e alle 24.00 circa entriamo al Carpe Diem in via Slawkowska, il locale è carino, molto cupo ma con un clima di festa, il personale è gentile e le bevande sono a buon prezzo, sarà per la vodka o per la buona musica  ma ci divertiamo parecchio. Verso le 3.00 la stanchezza si fa sentire e decidiamo di tornare  verso il nostro alloggio.

Giorno 4

Ci alziamo un po' più tardi del solito, stanchi dalla serata al Carpe Diem, ma non eccessivamente, quindi alle dieci siamo fuori, mentre io vado a comprare la colazione, caffè e dolce 4zl; per risparmiare tempo la mia compagna di viaggio va a comprare il pranzo, questa volta italiano, prende infatti delle buonissime pizzette in un locale che avevamo già adocchiato, il suo nome è proprio Le Pizzette e si trova in ul. Beera Meiselsa 9.

Comprato tutto ci dirigiamo alla vicina stazione centrale per prendere un minibus privato che in un’ora circa ci porta a Oswiecem (Auschwitz in polacco), con molta fortuna troviamo gli ultimi due posti disponibili nel bus e un autista gentilissimo che adorava gli italiani, il tempo del viaggio vola tra una chiacchiera e l’altra, il bus ci lascia nei parcheggi di Auschwitz e l’autista ci dà gentilmente un biglietto con tutti gli orari di ritorno e ci spiega che per riprendere il bus saremmo dovuti tornare dove ci ha lasciati . Ci mettiamo subito in fila per fare il biglietto per  la visita guidata in italiano, si può entrare anche gratuitamente senza guida ma per pochi euro ed essendo enorme l’area da visitare è meglio avere una guida che oltre a far risparmiare tanto tempo, racconta un’infinità di aneddoti, noti e meno noti,  aiutandoci a capire che questo campo di concentramento è stato molto peggio di quello che i libri raccontano. 

Iniziamo la visita ad Auschwitz I entrando da quel cancello tristemente famoso per la scritta che reca nella parte superiore "arbet macht frei (il lavoro rende liberi)". Subito tra i racconti della bravissima guida e la visione di quelle scritte, del filo spinato, delle torrette,  veniamo pervasi da un’aria di tristezza, sconcerto e incredulità. Si perché anche se conosciamo bene la storia, averla lì davanti agli occhi la rende molto più reale e la riempie di macabri e tristi dettagli. Il silenzio  e una particolare atmosfera che dà quasi la sensazione che in questo luogo il tempo si sia fermato per sempre, questo è ciò che fa da sfondo alla nostra visita. Una dopo l’altra visitiamo le costruzioni in muratura che compongono questa parte del campo, uffici ss, ambulatori dove facevano esperimenti sui prigionieri, e in un edificio vediamo una stanza con tonnellate di capelli, un’altra con migliaia di scarpe, protesi, valigie e oggetti di tutti i giorni. Passano circa due ore e finiamo la nostra visita in questa parte del campo visitando una camera a gas e il crematoio. Usciamo da Auschwitz I e facciamo mezz'ora di pausa durante la quale mangiamo le buonissime pizzette, dopodiché prendiamo la navetta gratuita che ci porta dall'altra parte del campo, Auschwitz-Birkenau.

Sono le 13:30 e, ricomposto il nostro gruppo con la guida che ci aveva dato appuntamento all'ingresso di Birkenau, proseguiamo la visita. Questa è la parte del campo dove i prigionieri vivevano giorno dopo giorno e dove venivano selezionati e uccisi in massa, infatti la guida ci spiega che la camera a gas vista precedentemente era stata usata poche volte. Di fronte a noi una distesa di baracche e la ferrovia che taglia il campo in due e che termina la propria corsa in un piazzale sterrato dove avveniva la selezione. Visitiamo le baracche dove dormivano e scopriamo che sono peggio di come vengono descritte, quelle fessure stile "letto a castello" non erano destinate a una sola persona, ma ci dormivano in quattro o cinque insieme, e da un certo punto di vista andava anche bene visto che si riscaldavano a vicenda durante i rigidi inverni polacchi. Vediamo le camere a gas buttate giù dai soldati tedeschi per non lasciar traccia delle atrocità che avevano compiuto e altre costruzioni che ci fanno capire la vita nel campo, uscendo visitiamo la torretta ufficio delle ss dove sotto passava il treno, all'ingresso del campo. La visita finisce qui, attendiamo la navetta per tornare a Auschwitz I e prendere il bus direzione Cracovia. Questa rimarrà una visita che porteremo con noi per tutta la vita. 

Quando arriviamo alla stazione centrale sono le 17:00 e andando verso la Stare Miasto decidiamo di visitare il Barbican e le mura fortificate di via Florianska al modico prezzo di 2€ circa (8zl). La visita ci piace, all'interno di queste costruzioni in pietra e legno sembra di essere in epoca medievale, vediamo una parte della città vecchia dall'alto e facciamo qualche foto. Un’oretta  dopo circa usciamo e, essendo stati in giro tutto il giorno, ci dirigiamo verso l’appartamento  a riposare e rinfrescarci. Mossi dalla fame usciamo alle nove e troviamo la piazza Rynek Glowny con decine e decine di bancarelle di artigianato, oggetti tipici, ma soprattutto cibo; troviamo una bancarella con affianco tavoli e panche in legno, mangiamo delle buonissime salsicce di maiale arrosto accompagnate da patate novelle condite con erbe aromatiche e funghi cotti alla brace, il tutto bagnato da freschissima birra, spendiamo 25zl a testa (6€ circa). Finita la cena passiamo il tempo a girare tra le bancarelle fino a mezzanotte, osserviamo le tante curiosità e compriamo qualcosa fra ambra, dolci e piccoli oggetti. Stanchi ma felici torniamo all'appartamento e ci addormentiamo in un istante.

 

Giorno 5

Ci alziamo alle nove e mezza con un bellissimo sole, ci prepariamo e scendiamo a  fare colazione in un bar della piazza Rynek Glowny per poi andare nella vicina università Jagellonica, una delle università più belle e antiche d’Europa, basti dire che qui studiò Copernico. Entriamo da un portico nel piazzale interno, molto bello e curato, si nota subito l’importanza di questo edificio per la città, nel piazzale si trova l’ingresso per la biglietteria dove ci dicono che da lì a poco sarebbe iniziato un tour in italiano. Facciamo il biglietto per la visita guidata e ritorniamo nel piazzale interno dove, nell'attesa, facciamo  qualche foto  e osserviamo i particolari. Ma è subito ora di entrare per la visita guidata, la guida è molto preparata e la visita, che dura poco meno di un’ora, è molto interessante. Troviamo le stanze davvero belle e vari sono gli strumenti di studio che attirano la nostra attenzione, come ad esempio una scrivania con 5 piani rotanti per leggere più libri contemporaneamente, visitiamo varie sale come quella dove i docenti si riunivano, o dove si riposavano, la mensa, e stanze con vari ornamenti o oggetti dei suoi studenti più illustri; la visita ci piace molto anche se abbastanza breve, all'uscita da un antico orologio nel piazzale  una serie di personaggi escono e compiono una scenetta con sottofondo musicale. 

Dopo esserci fermati un istante a comprare due ricordi dell’università presso la biglietteria stessa, usciamo per spostarci verso la strada che porta al castello  per poi proseguire oltre e arrivare, una volta superato il ponte sul fiume Vistola, al ghetto ebraico di Podgórze, creato dai nazisti durante l’occupazione, qui si trova tra le altre cose la fabbrica di Schindler resa famosa dal film Schindler’s list, situata appena fuori mano rispetto al circuito turistico, ma che si raggiunge facilmente a piedi. Dopo una lunga fila alla biglietteria entriamo, della fabbrica è rimasto ben poco, qualche macchinario, qualche arredo come la scrivania di Schindler o quella del suo contabile Isaak Stern,  molto interessante però sono la serie di spiegazioni, documenti e filmati che raccontano il nazismo, la caduta di Cracovia, la vita della fabbrica e il nazionalsocialismo in città. La nostra visita dura un’ora e mezza. Di ritorno verso la Stare Miasto, essendo ormai ora di pranzo, ci fermiamo al mitico Pod Wawelem, dove abbiamo già mangiato il 3° giorno, oggi ordiniamo un enorme vassoio per due con tanti tipi di carne cucinati alla brace, vitello maiale cavallo salsicce e un mix di verdure arrosto, anche questa volta non ci delude (13€ a testa). 

Dopo cena torniamo in piazza del mercato e finiamo le nostre compere di ricordi e pensierini. Mentre passeggiamo per negozi notiamo un cartello che pubblicizza la festa dei pierogi, quindi una volta finito lo shopping torniamo a casa, sono le 19:00, ci sistemiamo  per poi recarci alla festa. Usciamo alle 20:00 verso  piazza Maly Rynek, che si trova di fianco alla grande piazza del mercato, Rynek Glowny.  In questa bella piazza troviamo una sfilza di bancarelle che per pochi euro danno buone quantità di  pierogi di tutti i tipi, salati e dolci, e un palco con musica tipica polacca. La piazza è strapiena di gente e si respira un bellissimo clima di festa, beviamo una birra e assaggiamo pierogi di tutti i colori e ripieni delle più svariate pietanze, ascoltiamo musica e passeggiamo tra le bancarelle, passiamo quasi due ore così e alle dieci ci facciamo un giro e troviamo un interessante locale in ul. Mikolajska 5, il Vodka Cafe Bar che con pochi euro ci permette di degustare vodka di tutti i tipi, sono veramente fortissimi gli alcolici polacchi,  dopo questa sosta ci dirigiamo nuovamente verso la piazza, dove ascoltiamo un po’ di musica prima di tornare all'appartamento.

 

Giorno 6

L'ultimo giorno di visita prima della partenza lo dedichiamo interamente al quartiere ebraico Kazimierz (da non confondere col ghetto di Podgórze), si trova dopo la zona della collina di Wawel e prima del ponte che oltrepassa il fiume Vistola. Ci alziamo di buon’ora per non perdere nulla di questo particolare quartiere. Oltrepassata la collina di Wawel arriviamo in dieci minuti al quartiere ebraico, prima tappa è la sinagoga e cimitero di Remuh, subito un ragazzo all'entrata ci fa notare che per i maschi è obbligatorio usare il copricapo tipico della cultura ebraica, la kippah, che loro prestano a chiunque voglia entrare, io per igiene personale decido di comprarne una nel chiosco fuori dalla sinagoga, così sarà anche un souvenir del mio viaggio. La sinagoga è un po’ deludente perché piccola e in fase di ristrutturazione, ma troviamo molto affascinante il cimitero annesso, infatti, percorrendolo rimaniamo incuriositi dal loro modo si omaggiare i defunti lasciando pietre e non fiori, in alcune tombe notiamo anche la presenza di bigliettini incastrati qua e là nelle fessure delle lapidi. 

Usciti ci dirigiamo verso l'antica sinagoga, la più vecchia della Polonia, che al suo interno ospita un museo e una libreria. Non ne rimaniamo particolarmente colpiti, dopo uno sguardo veloce usciamo per andare alla ricerca di Plac Nowy, visto che è domenica e ci dovrebbe essere un bel mercatino dell'usato che si chiama Bric-a-Brac, è molto carino e passiamo più di un'ora a guardare e contrattare, ci sono cimeli della seconda guerra mondiale di tutti i generi, oggetti comunisti, gioielli, cartoline, monete e tanti oggetti particolari appartenenti al passato. Sono le 13:00 ed inizia a venirci una gran fame, andiamo verso un fastfood koscher, Szalom Falafel (ul. Jakuba 21), dove un simpatico ragazzo vestito in abito ebraico e con tanto di treccioline tipiche ci accoglie con entusiasmo chiedendoci cosa vogliamo mangiare, vista l'indecisione inizia a farci assaggiare hummus e altre cose che troviamo deliziose, ci affidiamo alla sua creatività e fa due buonissimi panini con falafel, verdure hummus e altro, veramente buono e tipico della cultura ebraica, spendiamo con bibite 2€ a testa. Dopo questo bel pranzo, da buoni italiani, andiamo a berci un caffè, soprattutto per vedere il Propaganda bar (ul. Miodowa 20). Locale buio, particolare per il suo arredamento fatto di oggetti di epoca comunista sparsi quasi alla rinfusa, un odore di vecchio lo avvolge, ci colpisce per il suo carattere insolito, anche se per dirla tutta il caffè era pessimo (non ci aspettavamo certamente un buon caffè, siamo entrati per curiosità). 

La nostra “pausa pranzo” finisce e, dopo pochi passi, arriviamo in un’altra sinagoga, la sinagoga Tempel (si trova praticamente di fronte al bar in ul. Miodowa 24), fra quelle che visitiamo è la più ricca e sfarzosa. È la terza sinagoga che vediamo ma non l’ultima, decidiamo infatti di visitarne ancora una, quella di Isacco (ul. Kupa 16). Anche questa ci colpisce positivamente, è più semplice della precedente ma le tante scritte in ebraico nelle sue pareti la arricchiscono di dettagli. Finisce così il nostro tour delle sinagoghe ma continua la nostra visita al quartiere, senza una meta passeggiamo notando qualche dettaglio qua e là, Kazimierz infatti è un quartiere bello da girare anche senza una meta precisa, quindi ci lasciamo guidare dalla curiosità e facciamo foto a ciò che più ci colpisce. Si fanno le 16:30 e decidiamo di dirigerci nuovamente verso Plac Nowy perché vogliamo assolutamente fare merenda con lo zapiekanka, il panino tipico di questa piazza. Mentre facciamo la fila al chiosco scegliamo quale prendere e quali salse metterci e poco dopo ci sediamo in uno dei tavolini per fare la nostra merenda. 

Fra una cosa e l’altra passa un’ora e verso le 17:30 decidiamo di lasciare il quartiere ebraico per tornare nuovamente verso il centro storico, la mattina dopo dobbiamo partire, quindi ci serve un po’ di tempo per preparare le valigie per il ritorno a casa. Comunque ancora un po’ di tempo lo abbiamo, quindi torniamo con calma, fermandoci nei posti che ci attirano o che vogliamo rivedere ed entrando in qualche negozio. Facciamo un po’ di spesa per cena e per il giorno dopo e torniamo all'appartamento, prepariamo le valigie, ceniamo e poi decidiamo di uscire per salutare la città, non volendo allontanarci tanto facciamo un giro nelle vie del centro storico e andiamo a bere qualcosa e ascoltare un po’ di musica al Harris Piano Jazz Bar in piazza Rynek Glowny 28. Passiamo un’ora in relax e alle 23:00 decidiamo di tornare. 

 

Giorno 7

La nostra vacanza è ormai terminata, abbiamo il volo all'ora di pranzo, ci alziamo con calma e ci prepariamo per andare in aeroporto, ma prima decidiamo di fermarci in qualche bancarella a fare scorta di formaggio Oscypek e di Obwarzanki. Dopo questa tappa ci dirigiamo verso la stazione centrale di Cracovia dove prendiamo il bus per l’aeroporto. Venti minuti e arriviamo (preferiamo sempre arrivare due ore prima della partenza del volo per evitare problemi o, nel caso ci fossero, avere il tempo di risolverli).

 

Questo diario di viaggio di Cracovia dura sette giorni (compresi quelli del volo), questo è il numero di giorni ideale per vedere molto bene la città, ma se non avete tutto questo tempo a disposizione, non preoccupatevi, potete visitare Cracovia e le maggiori attrazioni anche in cinque giorni.