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Il Vasa e la sua incredibile storia

Di Gianluca Largiu


Non tutti conoscono l’esistenza dello straordinario museo Vasa, ed ancora meno sono le persone che conoscono la sua incredibile storia.

 

Il galeone svedese, lungo circa 69 metri e dotato di 64 cannoni, fu costruito in soli due anni (1626-1628) senza badare a spese, per volere di Re Gustav II Vasa . Esso voleva essere il fiore all'occhiello della flotta svedese, ma fin da subito si capì che non sarebbe stato facile: i problemi furono molteplici, ma ciò che pesò di più fu l'interferenza da parte del re che cambiava di continuo il progetto e la morte del capo carpentiere.

 


La Regalskeppet Vasa (nave di sua Maestà) non ebbe infatti vita lunga.  Il 10 agosto 1628 salpò per una navigazione di prova, una sorta di inaugurazione, ma già dopo una prima folata di vento la nave, carica di passeggeri illustri, si inclinò pericolosamente, per fortuna l’esperto timoniere riuscì a raddrizzarla, ma nulla poté contro la seconda folata di vento che, complice una leggera virata,  inclinò la nave a tal punto da far entrare l’acqua dai portelloni dei cannoni (troppo vicini all'acqua per una modifica voluta dal re). Fu così che il Vasa affondò irrimediabilmente portando con sé una buona parte dei passeggeri (circa 40 persone delle 150 che erano a bordo). Il simbolo della grandezza svedese era ormai in fondo al mare, e dopo aver fatto pochi metri.


Dopo l’accaduto il re istituì una commissione per far chiarezza, ma essa non ebbe mai frutti, probabilmente perché nessuno aveva il coraggio di dirgli che lui era una delle cause, forse la maggiore. Era stato lui infatti a insistere perché il vascello avesse un numero di cannoni maggiore rispetto a quelli del progetto, appesantendo eccessivamente la nave. Non erano certo bastate le 120 tonnellate di pietre poste sul fondo dai costruttori per mantenerla in equilibrio. Pochi mesi dopo, grazie all'ingegno dell’italiano Francesco Negri, vennero recuperati la maggior parte dei preziosi cannoni in bronzo, con l’ausilio di una campana subacquea, che però portò alla distruzione di parte dei ponti in legno per raggiungere la stanza dei cannoni. 


Ma la storia del Vasa non finisce certo qua! La parte più interessante è infatti il suo recupero dal fondo del mare, dopo ben 333 anni. L’ingegno umano non fu sufficiente al momento della sua costruzione, ma superò di gran lunga le aspettative quando, nel 1961, venne recuperata.

 

La sua storia fu dimenticata per secoli fino a quando, nel 1956, il ricercatore Andres Franzén ritrovò il Vasa in buonissimo stato. Le sue ricerche infatti lo avevano portato alla conclusione che le acque del Baltico, poco salate, non favoriscono la sopravvivenza del mollusco che divora il legno dei relitti, chiamato Teredo navalis. Il recupero della nave avvenne con importanti aiuti tecnologici: una volta trovata, in posizione eretta, venne recuperata scavando buche sotto di essa ed avvolgendola con cavi di acciaio che poco alla volta la portarono nuovamente alla luce del sole. 

La nave fu trasportata in un vicino cantiere che oggi conosciamo come Museo Vasa. Dopo decenni di restauro si conserva oggi in ottime condizioni e con gran parte dei pezzi originali. Il museo espone non solo il galeone ma anche i 26000 manufatti e reperti recuperati vicino ad esso e racconta questa straordinaria storia nei dettagli. Addirittura sono stati ricostruiti in maniera impeccabile i volti di membri dell'equipaggio con l'utilizzo dei teschi trovati.

Forse il destino del Vasa era proprio quello di dominare con i suoi tre grandi alberi sull'arcipelago di Stoccolma. Probabilmente nessuno oggi conoscerebbe la sua grandezza se tutto fosse andato bene. Il Vasa si è preso la sua rivincita, ha saputo aspettare il suo momento e ora può raccontare a tutti la sua affascinante storia.

 

 

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