Tour cenote Tulum
Messico

Cenote Tulum: il nostro tour alla scoperta dei pozzi sacri Maya

Famosa per le sue acque paradisiache e per l’unicità dell’insediamento maya proprio lungo la costa, Tulum regala numerose ed affascinanti attrazioni che non si limitano alle due appena citate.
Noi ad esempio siamo andati alla scoperta dei suoi cenote con un tour organizzato dall’ottima compagnia Mexicokantours.

Eravamo in Messico già da un bel po’ ed avevamo già visto altri cenote, volevamo però qualcosa di diverso, un tour più lento e a contatto con la natura.

Ed è così che abbiamo trovato Mexicokantours, che ci ha proposto un tour in bicicletta con partenza dal centro città di Tulum alla scoperta di tre cenote che avremmo raggiunto attraversando in parte la città ed in parte l’affascinante giungla messicana.

Il giorno del tour ci ritroviamo di buonora nella sede centrale di Mexicokantours, compiliamo i classici moduli di quando si prende parte ad un’attività del genere e ci uniamo ad un piccolo gruppo di altre 6 persone.

Ci assegnano le biciclette a seconda della nostra altezza, ed una borraccia con dell’acqua.
Dopo poco la nostra guida ci raggiunge e ci offre un dolce per iniziare con un po’ di carica la pedalata e ci preannuncia cosa andremo a vedere, visiteremo ben tre cenote!

Prima tappa: il Gran Cenote di Tulum

Montati in sella attraversiamo la città allontanandoci dal centro e spostandoci verso la periferia prima e verso una strada statale poi. La percorriamo diligentemente per un tratto, ed imbocchiamo la prima strada sterrata che in un attimo ci porterà al primo cenote.

Parcheggiamo le bici tutte insieme ed entriamo al Gran Cenote con i biglietti appena fatti dalla nostra guida. Tutto è estremamente curato, piante esotiche circondano una grande capanna con tavoli dove ci prepariamo, chi non lo ha già indosso si sposta negli spogliatoi per indossare il costume.

Facciamo una doccia veloce prima di entrare in acqua, gli amici di Mexicokantours ci assegnano delle maschere subacquee per goderci al meglio la bellezza dei cenote.

Indossiamo l’immancabile giubbino di salvataggio e la nostra guida ci fa avvicinare al cenote per guardarlo dall’alto, ci mostra i punti più affascinanti e belli da fotografare, e ci rivela alcune informazioni molto interessanti. Scopriamo che il Gran Cenote è diviso in due parti, collegate da una sorta di tunnel-grotta, dove abitano tanti pipistrelli, che bisogna attraversare nuotando per andare da una parte all’altra del cenote.

Inoltre scopriamo che in questo cenote vive una ricca colonia di tartarughe che potremo tranquillamente osservare grazie alle maschere fornite.

Scendiamo le scale in legno, è abbastanza presto e il debole calore mattutino attenuato dalle ombre della flora messicana regala un clima fresco ma perfetto per fare questa esperienza, l’acqua è leggermente più fredda ed alcuni timidamente entrano dalle scale, altri con più audacia improvvisano qualche tuffo olimpionico, si fa per dire.

Un cartello indica un punto dove vedere le tartarughe, ci immergiamo e con nostra sorpresa sono tantissime, almeno 15 di diversa grandezza, una mamma plana come fosse in cielo seguita dai più piccoli come i vagoni di un treno, altre usano il duro muso per staccare piccoli organismi attaccati alle rocce.
Il silenzio sott’acqua ci isola e ci fa apprezzare ancora di più quel momento magico che resta vivo nei nostri ricordi.

Nuotiamo, osserviamo i dettagli e pian piano raggiungiamo l’imbocco della grotta che porta nella seconda parte del cenote. È un arco lungo circa dieci metri, qua ovviamente c’è meno luce, ma si riesce a vedere bene, alcuni pipistrelli a testa in giù dormono appesi nella loro tipica posizione, altri svolazzano qua e là. Con un po’ di coraggio proseguiamo, l’acqua è alta ma in un secondo siamo dalla parte opposta.

Come dicevamo, siamo qui di buon mattina, è ancora abbastanza presto e già nella prima parte di cenote c‘erano poche persone, in questa parte siamo praticamente soli io e Giulia, ci facciamo qualche foto con calma, chiacchieriamo e troviamo altre tartarughe che curiose stanno attente ad ogni nostro spostamento.

Passiamo circa 45 minuti in acqua dopo i quali usciamo, ci asciughiamo e riuniti al gruppo ci prepariamo per tornare in sella ed andare verso la nostra seconda tappa.

Seconda tappa: un brunch rigenerante all’ombra della giungla

Ritorniamo nella strada statale dopo esserci idratati con un po’ d’acqua ed esserci messi il caschetto dato in dotazione. Attraversiamo in sicurezza per andare nella parte opposta della strada ed inoltrarci nella foresta.

La strada sterrata alterna fango e pozzanghere (il giorno prima aveva piovuto abbondantemente) a tratti pianeggianti, la natura pian piano che avanziamo si fa sempre più folta riducendo la larghezza della strada.

Teniamo un ritmo piacevole, perfetto per godersi il momento, in alcune parti di questo tragitto i raggi solari ci raggiungono, ed iniziamo a ricordare con piacere il fresco mattutino del primo cenote.

Ad un certo punto la guida di Mexicantours si ferma per dare modo al gruppo di ricongiungersi e per ricordarci che ora faremo una sosta, una sorta di Brunch proprio in mezzo alla foresta.
Proseguiamo in bici per qualche minuto, appoggiamo le bici agli alberi e con un po’ di sorpresa dopo dieci metri vediamo una piccola tettoia con un tavolo, immerso nel verde.

Ci sediamo e facciamo conoscenza con il resto del gruppo, due simpatici signori di Philadelphia, e alcuni francesi sono i nostri compagni di tour. Il brunch fa presto ad arrivare e ci lascia di stucco per la bontà e freschezza degli ingredienti.

Macedonia in abbondanza, un caffè caldo alla messicana, un estratto di frutta fresco ed un crostone di pane con creme e verdure ci fanno dimenticare di essere in mezzo alla giungla e le fatiche della bici.

Come un gruppo di amici si parla, si scherza e ci si racconta, la nostra guida ne approfitta per dirci un po’ di più sui cenote in generale, sulla loro nascita, sugli animali che li abitano ed altre interessantissime informazioni. Ma il tempo quando si sta bene è tiranno, ed ora è il momento di proseguire verso il secondo cenote.

Terza tappa: Cenote Cristal ed Escondido Tulum

Questo sarà il tratto in bici più lungo, quello più impegnativo e per me anche quello più divertente, ma non ditelo a Giulia che non è proprio quello che si potrebbe definire una grande ciclista. Attraversiamo una lunga strada in sterrato, ci sporchiamo di fango, l’acqua delle pozzanghere ci schizza ovunque, ma è proprio questo il bello del tour.

Cenote Cristal Tulum

Arriviamo veramente a due passi dal cenote Cristal, ci organizziamo per rientrare in acqua e ci avviciniamo, questa volta entreremo senza giubbotti di salvataggio. É molto diverso dal precedente e da ogni cenote visto fino quel momento, è completamente aperto, quasi a livello del terreno, sembra un laghetto!

Qua la nostra guida ci fa notare che in un lato si può affittare l’attrezzatura subacquea completa per fare immersioni con bombole e scoprire i bei fondali nei minimi particolari, ma la mia attenzione è attirata da una piattaforma alta circa 7 metri dalla quale ci si può tuffare.

Giulia entra dalle scalette che comodamente portano in acqua, io aggiro il cenote e raggiungo la piattaforma, salgo qualche rampa di scale e mi godo la bellezza di questa piscina naturale dall’alto. Da qui infatti si riesce a notare che l’antico pozzo sacro dei maya è realmente circondato dalla vegetazione che si perde a vista d’occhio.

Prendo la rincorsa e mi tuffo, la sensazione è bellissima e l’acqua è un vero e proprio toccasana adesso che il caldo si fa sentire, Giulia mi raggiunge e mi porta la maschera.
Questo è un cenote meno particolare e forse per questo motivo ci si immerge con le bombole e vi è la piattaforma, ma in realtà ci accorgiamo anche che è molto profondo e che è ricco di flora e fauna da osservare.

Passiamo molto tempo ad osservare le persone che quasi squadrano centimetro per centimetro il fondale con l’attrezzatura subacquea. Alcune corde attraversano il cenote verticalmente e orizzontalmente per aiutare le persone a stare a galla e spostarsi, noi tenuti a una di questa ci rilassiamo chiudiamo gli occhi e ci godiamo il momento.

Alcuni compagni del tour scattano le ultime foto e gli immancabili selfie e la nostra guida ci dice che il prossimo cenote fa parte dello stesso complesso di quello in cui siamo, tanto che si può fare un unico biglietto di ingresso per entrambi.

Cenote Escondido Tulum

Prendiamo le bici e ci avviamo verso il cenote Escondido, che dista veramente poco, giusto qualche minuto di bici. Ed in effetti raggiungiamo presto il nostro terzo ed ultimo cenote. Il guardiano, coricato in un amaca, vede che indossiamo i bracciali del precedente cenote ai polsi e ci indica che possiamo entrare.

La nostra guida ci racconta che qua ci potrebbero essere alcuni innocui piccoli coccodrilli e delle tartarughe carnivore ma che di norma non mordono l’uomo e risultano innocue anche queste. Ci spiega comunque di non toccarle e avvicinarle, sia per la nostra sicurezza sia per salvaguardare la natura.

Il cenote è veramente molto lungo, perfetto per farsi una nuotata. Anche questo è molto profondo, alcune piante d’acqua dolce ne hanno bloccato una parte, mentre in seguito ad eventi naturali dei tronchi sono caduti in acqua. Pian piano lo percorriamo ed anche qua incontriamo alcune persone con le bombole che scrutano il fondale.

Noi proseguiamo e lo percorriamo tutto fino alla fine, guardando verso l’alto vedo una corda messa lì per lanciarsi in acqua come fosse una liana, ovviamente ne approfitto e mi tuffo. Giulia mi scatta foto e filma, mi lancio più volte come fossi un bambino di otto anni, alcune persone mi guardano e ridono e dopo poco seguono il mio esempio.

Dopo qualche tuffo raggiungiamo il resto del gruppo, tutti sono seduti nella banchina in legno con i piedi in acqua, capiamo presto il perché, scopriamo infatti che alcuni pesciolini presenti nei cenote amano mangiare la pelle dei piedi facendo una sorta di pedicure naturale. Subito ci sediamo sentiamo decine di boccucce mordicchiare le gambe e i piedi, un’esperienza simpatica che arricchisce ancora di più il tour.

Così termina il nostro giro, ci rivestiamo, prendiamo le nostre biciclette e andiamo col gruppo verso la strada di ritorno.

Rientriamo verso la sede di Mexicokantours attraversando prima un pezzo di periferia, cogliamo l’occasione di osservare, anche se di sfuggita, una parte di città sempre sconosciuta ai turisti e poi ripercorriamo quella parte di centro città a noi nota.

Qui finisce il nostro tour dei cenote di Tulum, un’esperienza ricca, divertente e affascinante. Anche se avevamo già visto i cenote di Merida, è stato interessante vederne altri anche a Tulum per arricchire la nostra conoscenza, inoltre il tour in bicicletta di Mexicokantours nel suo insieme prende il sapore di un’esperienza diversa dalle altre, assolutamente da non perdere!

Questo è uno dei tour più venduti da mexicokantours ma ricordiamo che questa agenzia offre anche tante altre esperienze altrettanto affascinanti e divertenti, se siete interessati a scoprirne di più potete visitare il sito e contattarli.

Informazioni sul tour ei Cenote di Tulum

Se anche voi volete scoprire i Cenote di Tulum con un tour divertente di Mexicokantours, ecco qualche informazione utile!

I tour che vi possono interessare sono:

  1. Cenote Trail Bike Tour (quello che abbiamo fatto noi)
  2. Mayan Underworld
  3. The Cenote Adventure
  • Come prenotare: è possibile prenotare direttamente dal sito di Mexico Kan Tours cliccando sui link dei tour consigliati sopra.
  • In quali lingue sono disponibili i tour: Inglese

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