Venice

Venice è bella, ma non ci vivrei!

Di Daniele Zucca


Parafrasando la celebre citazione, o meglio il luogo comune per eccellenza dei viaggiatori di ritorno dalla caratteristica città dei canali e delle gondole, “Venice (Beach) è bella, ma non ci vivrei!” Premettiamo una cosa: nessuno si sogna di accostare una delle città più belle e suggestive non solo d’Italia, ma del mondo, con questa porzione di litorale californiano. Non si possono fare paragoni (ovviamente) tra la storia e la cultura di questi due posti, che tra loro hanno in comune solo il nome. Ma Venice Beach ha comunque il suo perché. Non ci sono canali solcati da gondole e gondolieri (non più perlomeno, infatti quando fu fondata, agli inizi del 1900, fu costruita proprio sul modello della nostra Venezia e tuttora resiste una costruzione che riproduce il Palazzo Ducale), nessuna imponente basilica e nessun campanile a dominare una piazza gremita di turisti e piccioni. Sono altre le peculiarità che potrete trovare qui, ma questo non vuol dire che ne rimarrete delusi, anzi! 

In preda alla smania di cominciare a visitare una Los Angeles ancora addormentata (complice la mancanza di sonno causa fuso orario) abbiamo avuto la fortuna di ammirare la spiaggia al mattino presto, quando ancora era vuota e avvolta dalla nebbia. Il primo dei vantaggi di questa visita mattutina è stato il non dover pagare il parcheggio, come da consuetudine statunitense dai prezzi esorbitanti! Il litorale non si era ancora svegliato, quindi abbiamo potuto passeggiare sulla spiaggia incorniciata dalle palme con tranquillità, ammirando le caratteristiche torrette dei Baywatch ed i cavalloni dell’oceano che si infrangevano sul bagnasciuga, con sullo sfondo la passerella che corre di fianco ai negozi ancora chiusi e gli alti palazzi. 

Tornati alla nostra auto a noleggio (non pensate di riuscire a visitare Los Angeles con i mezzi pubblici, a meno che non abbiate veramente tanto tempo da buttare), Venice non si era ancora attivata, quindi ci siamo spostati per poi tornare nel pomeriggio e trovarla completamente trasformata: ragazzi con le loro tavole sulle piste da skate, artisti di strada stravaganti e particolari, persone che correvano, altre che andavano in bici o facevano ginnastica, una troupe che girava scene per un film (chissà se la scena era buona e siamo diventati comparse!), centinaia di persone sulla spiaggia nonostante la giornata non fosse delle migliori, negozi che vendevano qualsiasi cianfrusaglia o street food; in sintesi, questa spiaggia è un’esplosione di colori e di persone.

Potete imbattervi in uomini d’affari in giacca e cravatta o in ragazzi con indosso ciabatte, costume da bagno ed una camicia completamente sbottonata. Tutti sono a proprio agio ed al proprio posto, perché a Venice Beach non c’è un target di persone specifico: è la spiaggia di tutti. Un luogo estremamente caratteristico e forse unico dove non troverete nulla che vi risulti “strano”, probabilmente perché lì niente è ordinario. Tutto questo è inebriante e piacevole, se inserito nel contesto di una visita, ma probabilmente solo gli indigeni riescono a reggere il ritmo e la natura di questo quartiere da residenti. Quindi, in questo caso, non si può certo dare la colpa all'umido, o all'acqua alta ogni tanto, al non poter girare in macchina e doversi abituare ai vaporetti invece che ai bus, ma il succo non cambia: Venice è bella, ma non ci vivrei!